STRONCONE E LA SABINA

“L’Appennino è una montagna a dimensione umana, abitabile e abitato da così lungo tempo da essere, il lavorio dell’uomo nei secoli, parte sostanziale del paesaggio.(…) E’ nella civiltà dell’abitare (…) in tutto ciò che colgono i sensi, che risuona la presenza di chi ci ha preceduto” (cit.) Giovanni Lindo Ferretti

I Prati di Stroncone e le montagne che li circondano, sono sempre stati abitati dai nativi del luogo. I pastori di greggi e gli allevatori di mucche, tori, suini e cavalli sono coloro che più ne hanno sfruttato le risorse, insieme a chi produceva la calce, ai carbonari, boscaioli, cacciatori, raccoglitori di funghi, e in tempi non lontani, coltivatori di grano e patate; oltre, poi,alle persone comuni che vi trascorrevano il periodo estivo. Non metteva paura la mancanza di acqua e di luce, le case con i servizi igienici di fuori, magari in comune con altri…quella semplicità era il “legante” per aggregare famiglie, in una condivisione di cibi e allegria. La montagna, oltre ai suoi frutti, offriva cacciagione, pascoli e sentieri da battere anche solo per fare passeggiate. Ecco allora che si incontravano e si incrociavano luoghi confinanti e si “vivevano” come “propri” in una “sana mescolanza” di idee e principi.

I LUOGHI E LE PERSONE

Raicato e Moggio hanno avuta una notevole importanza, almeno fino alla fine degli anni ’60 per le loro fonti d’acqua. Si partiva dai Prati con contenitori di ogni sorta, le donne più audaci, con la loro ciambella in testa, affrontavano i sentieri con le brocche in testa e le loro gonne lunghe coperte dall’immancabile grembiule.

Il lago di Sant’Antonio è da sempre meta di cacciatori, coglitori di   funghi, ma anche di semplici passeggiate. Si raggiunge attraversando la forcella dell’Acciaia e poi si segue il sentiero. Sembra che in tempi remoti in questo territorio ci sia stato un Convento. Salendo fino a Colle Tavola, si può ammirare un bel panorama: il Lago di Piediluco, Ventina e il Terminillo. Non molti anni fa, si potevano pescare tinche e rane… gran divertimento soprattutto per i ragazzetti che si arrangiavano con canne di bambù e ami rimediati da piccoli pezzetti di ferro.

La Cappelletta di Greccio, alla sommità dei monti Grandi è una sorta di rifugio e luogo immancabile da visitare per chi si trattiene ai Prati qualche giorno o per chi ci trascorre le vacanze. Salendo si attraversa una faggeta i famosi “faggi scritti” dove negli anni passati sono stati incisi: cuori, nomi e date.

La Croce di Ruschio è situata, più in basso, rispetto al Monte dei tre Confini, è al termine dell’ampia vallata di Ruschio. Da essa parte il sentiero francescano che porta al Santuario di Greccio. Da qui si può ammirare la piana di Rieti.

Dalla località Valle Leona ( Valleone), si sale per Fondazzano e scendendo poi, per il sentiero, si arriva ai Prati di Cottanello.

Lontani dall’aver perduta importanza, oggi, questi territori hanno sentieri e percorsi battuti da ciclisti, motociclisti, runners, pellegrini…essi con le loro frequentazioni assolvono quella funzione di mescolanza da sempre vissuta e sentita dalle anime fin dai tempi remoti.

I LUOGHI E LE PERSONE NEI DOCUMENTI

Spesso i confini tra territori, diventano un ingombrante fardello, soprattutto quando si incrinano i rapporti col Comune di appartenenza. Talvolta la causa può essere ricercata nella lontananza tra il capoluogo e la frazione. Forse fu proprio un’incompatibilità di questo tipo, che coinvolse anche la gestione del territorio montano, che portò, nel 1891, la comunità di Vasciano a produrre domanda di separazione per aggregarsi al comune di Configni. Notizia che fu riportata anche dal Corriere dei Comuni, nel 1892. L’articolo afferma che il Comune di Stroncone si espresse negativamente.

Dott. Faggioli Augusto nasce a Selci Sabina nel 1860 ed è medico condotto a Stroncone dal 1889. Insieme a sua moglie Giulia Valentini, insegnante nelle scuole del Comune di Stroncone, sono tra le famiglie illustri nella piccola comunità. La loro cappella funebre è situata nella parte antica del cimitero del capoluogo.

Frattali Luigi, nato a Montasola nel 1840 e Ippoliti Angelina, nata a Città Reale nel 1846, sono insegnanti nelle frazioni del comune di Stroncone. La maestra Pisani Maria, insegnante a Vasciano, viene dalla provincia di Catanzaro, si forma nella Scuola Normale di Rieti.

Rosati Valentino, è nato a Moggio nel 1843 e nel 1911, figura tra i dipendenti comunali come procaccia rurale.

1891- disputa tra Angelini di Configni e Orsini di Stroncone

Adele Forzanti è di Configni, nel 1902, diventa vedova di Massoli Oreste; ha 3 figli piccoli. Decide di trasferirsi a Stroncone e si rivolge alla Congregazione di carità per essere inserita tra i poveri del Comune.

Matilde B., sempre nel 1902, chiede un sussidio alla Congregazione di Carità di Stroncone, per avere £1,90, necessarie per pagare il Dottor Goccia di Cottanello, che l’ha operata al petto.

Nel 1904, i Giudici Conciliatori di Configni e di Stroncone sono impegnati nelle questioni dei Consigli di Famiglia degli orfani Brunetti e dell’interdetto Attili A. nato a Torri. Nello stesso anno si verifica una contesa tra pastori di Collevecchio e Stroncone. Cardellini conduce il bestiame di un certo Bonifazi e si allontana senza pagare la “quota di erbaggio”al Colantoni di Stroncone. Il Cancelliere Diamanti di Stroncone deve fare ricerche per rintracciare tali persone e così scopre che il gregge è stato diviso tra Amatrice e Ponzano Romano dove risiede il Bonifazi. Il Cardellini risulta abitare in una capanna a Rocca Carlea, alla porta della quale gli viene affissa la citazione.

Nel 1905 Giosuè P. di Cottanello cita Adolfo F. per £ 20,00 per avergli tenuto 3 giorni una vacca vendutagli e per viaggi fatti da Castiglione a Stroncone. Giuseppe C. di Stroncone, acquista una vacca dai Marchesi Vincentini di Rieti.

Nel 1909, Luisa P. è una giovane orfana che a Rieti, è a servizio. ” Cresce operosa e onesta”.

Nel 1911, tra le entrate comunali, c’è un’oblazione per conciliazione della contravvenzione per sconfino die, 8 suini da parte di C. Giuseppe da Greccio.

Nel 1914, una relazione del medico provinciale, denuncia lo stato deplorevole in cui versano i cimiteri di Stroncone e propone addirittura di chiudere quelli delle frazioni e di accordarsi con i comuni di Configni e di Narni.

Angelo L. domiciliato a residente a Configni, cita in giudizio Saturnino C. per £ 67. Somma prestata per l’acquisto di una somara.

Nel 1920, Silvestro S., si trova nel Ricovero di mendicità di Rieti, il Comune di Stroncone paga £ 4 al giorno, in quanto è domiciliato a Stroncone per mestiere di calzolaio.

Nelle uscite in bilancio del comune di Stroncone, viene registrata la spesa di £ 4200,00 per le pretese del comune di Configni, a causa dello scavalco del medico, nella frazione di Vasciano.

Nei giorni 7-8 settembre 1923, la Società musicale di Configni presta servizio a Vasciano, in occasione della festa di Maria S.S.

Nel 1927, una donna di Cottanello viene multata, per £ 15, per pascolo abusivo in territorio comunale. Un uomo di Cottanello viene sorpreso a tagliare una”petagna” di quercia verde e multato per £ 15.

Nello stesso anno, abitanti di Stroncone e sabini, vengono multati per pascolo abusivo in località Montigrandi, perchè il bosco è ancora giovane e non adatto al pascolo. Altre contravvenzioni sono per taglio abusivo di frasche. In tale località esiste ancora il confine papale (pietra con lo stemma papale). Analoghi verbali sono fatti per sconfino pascoli in zona Valleone e Buco del Grugnale. In epoca più recente, c’è ancora chi ricorda quando i guardaboschi Luca e Pietro, accompagnavano il bestiame sconfinante, in paese, fino alla Fontana Vecchia e lo tenevano fino al pagamento dell’ammenda da parte dei proprietari.

Settimio A. si rivolge al Giudice Conciliatore contro Angelo L.per £ 11,65 residuo di una porzione di una contravvenzione pagatagli all’esattore di Rieti.

Nel luglio 1927, il podestà del Comune di Cottanello, Piacentini, scrive al delegato del podestà di Stroncone perché venga concesso l’abbeveraggio a Capo d’Acqua, di Finocchieto, per il bestiame che si trova ai confini tra Cottanello e Finocchieto.

LE VIE DI COMUNICAZIONE

Quando in epoca moderna si rese necessario collegare in modo adeguato i vari comuni tra di loro e alle città più grandi, così da promuovere un significativo progresso economico con lo scambio di merci e persone, anche i comuni del vecchio Stato Pontificio, si dettero da fare per uscire da quello che li vedeva confinati ad un percorso di pellegrinaggio religioso.

Le strade provinciali e quelle ferroviarie

La Ferrovia L’Aquila-Rieti Terni, con fermata Stroncone, venne inaugurata il 23 ottobre 1883.

Il 15 gennaio 1901, il Comune di Stroncone dette incarico al Collegio degli ingegneri civili, architetti e periti di Terni, per la Strada Provinciale Poggio Mirteto-Terni secondo il tracciato: Cottanello per Sella di Configni-Finocchieto-Coppe-Stroncone.

Tutto l’iter già svolto necessita che il Progetto sia accompagnato da un voto plebiscitario della regione richiedente per tacitare tutte le voci contrastanti. Quindi d’accordo con le Amministrazioni comunali di Terni, Stroncone e Poggio Mirteto, viene deliberato un Pubblico Comizio a Poggio Mirteto per il 27 gennaio (domenica) alle ore 14:30, nei locali del Teatro; viene chiesto di partecipare, anche alla Congregazione di Carità”. Da altri documenti apprendiamo che il Prefetto vieta alla Congregazione di carità, di usufruire del fondo di riserva per prelevare la quota necessaria alla partecipazione al comizio. Si tratta di £ 35,40 per spese di rappresentanza. Essa è una spesa nuova, non giustificata ed estranea agli scopi della Pia amministrazione. Così scrive il Prefetto:”…non sapendo come spiegarsi l’intervento dei membri della Congregazione di Carità ad un comizio per ottenere un progetto stradale”

Nella relazione peritale del Terremoto dell’11/11/1915, viene descritto lo stato di viabilità di Stroncone: “Dista da Terni 8 km e da qui si accede con l’unica eccellente strada carrozzabile, la quale ben presto avrà il congiungimento con la provinciale finocchietana per Poggio Mirteto”

Nel 1921, dai bilanci comunali viene tolta la spesa di £ 1000,00 per il tronco di strada Finocchieto-Configni.

Nel 1924, in un documento inviato al Passavanti, dal delegato del podestà di Stroncone, apprendiamo che, tra le pratiche di interesse vitale ci sono la Strada finocchietana .

e la ferrovia Terni-Configni-Fara Sabina.

LA FERROVIA ECONOMICA A TRAZIONE ELETTRICA

Le iniziative per attuare tale progetto, iniziarono nel 1885.

Dal verbale della riunione con i rappresentanti degli Enti interessati, svoltasi nel 1918, si possono ricavare le seguenti informazioni.

La tramvia allaccerebbe la Valle del tevere con quella del Nera, partendo da Poggio Mirteto, per giungere a Terni, migliorando anche le comunicazioni con roma e Rieti. La linea toccando i vari paesi servirebbe una popolazione non inferiore ai 100.000 abitanti e darebbe sfogo ai molti prodotti agricoli e minerali di cui è ricca la regione Sabina. es.3 miniere di lignite e quella di Roccantica in pieno esercizio per opera del Commissariato dei Combustibili Nazionali che dà un notevole prodotto giornaliero; quella di Aspra e di Cottanello, entrambe verranno assunte dal suddetto Commissariato per intensificare lo sfruttamento del vasto bacino litignifero. A Cottanello c’è una cava di pregiati marmi che deve essere riattivata da una società che l’ha già presa in gestione; i residui di detta pietra sono ottimi per la fabbricazione del cemento ed è allo studio l’impianto per uno stabilimento. E’ rinata la vecchia vetreria di Poggio Mirteto che da sola dà un traffico di 10 000 tonnellate annue di prodotti del suolo come: legname, carbone, calce ottima che si ricava dalla pietra calcarea e materiali laterizi, concorreranno ad aumentare il traffico che ora si esercita in quantità notevoli a mezzi di carri e bestie da soma. Prodotti agrari in abbondanza in sabina sono: olio, vino e frutta che già esporta a Roma, a Terni, che aumenterebbe se ai costosi e tardi mezzi di trasporto, si sostituisse una ferrovia economica. Inoltre il movimento dei viaggiatori verrebbe duplicato dacchè la villeggiatura che prima numerosissima accorreva nella nostra regione se ne allontanò quando la provincia romana adottò un’importante rete tramviaria che metteva in comunicazione tutti i centri del suo vasto territorio con la capitale. Se un mezzo economico e rapido allacciasse i Comuni sabini con Roma e Terni, essi tornerebbero ad essere luoghi ricercati di villeggiatura, non solo per la bellezza dei paesaggi ma anche per la purezza dell’aria e dell’acqua di cui sono dotati. La linea porterà numerosi vantaggi, non solo alla sabina e a Terni ma all’intera Italia che ha bisogno di migliorare le sue comunicazioni delle arterie del corpo sociale.”

La variante venne illustrata in una relazione tecnica dall’ing. Vallini Enrico nel 1920. Il tracciato comprendeva: Stazione Poggio Mirteto-Roccantica-Cottanello-Stroncone-Terni. Nella lettera che accompagnò tale relazione, l’ing. scrisse: “l’alba del 1920 ha dunque visto completato il progetto di questa ferrovia che costituisce una vecchia e santa aspirazione di tutta la sabina e della Bassa umbria. accompagniamolo col nostro augurio nella fiduciosa speranza di una sua sollecita attuazione”.

Nel 1921, nei bilanci comunali si può leggere : ” si toglie lo stanziamento per il contributo tramvia Terni-Poggio Mirteto, per ora non funzionerà”. Esso era pari a 7000,00.

Documenti conservati nell’Archivio Storico del Comune di Stroncone

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