
Chissà se Natalizia Grimani abbia mai saputo o avuto consapevolezza di essere la prima cittadina del Regno d’Italia nata a Stroncone. E’ riferito a lei infatti, il primo atto di nascita del Registro dello Stato Civile del Comune di Stroncone a firma del neo sindaco Belisario Contessa. In realtà , la sua data di nascita risaliva al 25 dicembre 1860 ma, secondo le direttive burocratiche, andavano registrate a gennaio, nascite, decessi e matrimoni risalenti al periodo immediatamente successivo al plebiscito del 5 e 6 novembre 1860 per l’annessione allo Stato Unitario.
Ecco come si presentava tale documento:
L‘ Anno milleottocentosessantuno a questo dì diciassette del mese di Gennaio, Avanti di Noi Uffiziale dello Stato Civile del comune di Stroncone Provincia di Perugia si è presentato il Sig. …la Creatura di sesso Femminino. nata il giorno..all’ ora…nella casa ..nata da legittimo matrimonio…
Possiamo solo immaginare le intense giornate nei mesi di gennaio e febbraio per regolarizzare gli atti; orari continuati dell’Ufficio dalle 7 antimeridiane alle stesse pomeridiane; il via vai di testimoni e dichiaranti; la presenza del notaio per certificare la validità dei “crocesegnati” perché illetterati.
I Registri vennero consegnati al Sindaco, dal Tribunale di Spoleto, tramite il Giudice, su delega del Presidente e portavano la data: Dicembre 1860.
Stroncone veniva così identificato:
COMUNE DI STRONCONE
CIRCONDARIO DI TERNI
PROVINCIA DELL’ UMBRIA
Da questo momento gli obblighi degli Amministratori diventarono alquanto onerosi perché occorreva uniformarsi all’ apparato burocratico del potere centrale. Leggi, Moneta, Unità di misura, Tasse, Organizzazione degli Uffici, Scuola e Sanità. Era altresì obbligatorio l’ abbonamento al periodico riguardante le Leggi per ogni Comune.
Cosa emerge dai dati di contesto. Innanzitutto, Stroncone, così come identificato normativamente, è un paese Rurale con una popolazione di 3125 abitanti, di molto inferiore ai 6000 previsti per non essere considerato un territorio che trova, prevalentemente, sostentamento dall’attività agricola. Sicuramente il Pepoli sarà stato felice nel constatare che il tanto temuto “bracciantato” qui non è presente. La figura che maggiormente emerge da un’attenta lettura dei Registri, Nascite, Decessi e Matrimoni, è quella del contadino e del contadino possidente. Molti sono gli artigiani; tra le donne figurano tessitrici, contadine e possidenti.
REGISTRO DEI NATI
Al 31 dicembre 1861, vengono registrati 91 atti di nascita.
Il dichiarante è di norma il padre, quando per motivi diversi, non può essere presente, a farlo è il capofamiglia, padrone della casa in cui è avvenuto l’evento; persone presenti al momento del parto, donne o professionisti sanitari che assistono in “ragione dell’arte sua”.
Antonio è già defunto al momento della nascita di sua figlia, Maria, dunque è una donna che ha assistito a provvedere;
Domenico, invece, Si trova ristretto nelle Carceri di Poggio Mirteto”;
Maria, suocera della partoriente, dichiara in vece del figlio perché malato.
L’attestazione doveva avvenire entro 3 giorni. Clemente si reca all’Ufficio in ritardo rispetto a tale norma e così viene riportato: “ha dichiarato non essersi presentato prima per motivi di salute come il suo aspetto addimostra”
Il padre può essere assente dal paese per motivi di lavoro, anche secondo la stagione, si tratta per lo più di pastori che svolgono l’attività anche nel reatino o nell’agro romano.
La levatrice Gesualda Desideri è una figura che non appare centrale se non per i: “nati da ignoti”. Su questi primi documenti, non vi sono accenni sulla sorte di tali neonati, come invece avverrà negli anni successivi dove sarà specificata la loro sorte.
ATTI DI MORTE
Al 31 Dicembre 1861 ne saranno registrati 76 e con profonda tristezza constatiamo che riguardano un alto numero di fanciulli, ben 30, anche in tenerissima età. Praticamente, ci fu addirittura chi, in una settimana, dovette registrare nascita e morte dello stesso neonato. Tra 0 e 2 mesi furono 23 i piccoli deceduti.
E’ l’unica documentazione dove si attestano due casi di persone povere: Giovanni, originario della Provincia di Macerata, del quale si conosce solo la data della morte, definito “miserabile”; Anna viene definita “Spuria” priva di figli, di parenti e di beni di fortuna.
Caso particolare è la morte di Maddalena e Domenico, due fratelli di mezza età morti a 5 giorni di differenza l’una dall’ altro.
ATTI DI MATRIMONIO
Gli Atti sono sono soltanto una ventina, per lo più riguardano contadini possidenti. L’unica informazione degna di nota potrebbe essere la differenza di età tra alcune coppie: uomini ultra quarantenni che sposano giovani donne, spesso anch’esse possidenti.
ANALFABETISMO
Tutti gli atti sono formalizzati dalla presenza di Testimoni. Soltanto maschi, capaci di scrivere, quasi sempre in numero di due. Ci sono nomi ricorrenti, quasi sempre del paese, più spesso artigiani e possidenti; non di rado professionisti sanitari. Il dato più veritiero può essere preso dal registro delle nascite perché per quello delle morti e dei matrimoni sono i testimoni a dichiarare e a firmare. Su 91 persone 63, firmano con la croce. Non c’è un identikit della persona illetterata, si tratta indifferentemente di anziani o giovani e neanche la condizione sociale può essere sintomo di tale carenza; si va dal pastore al possidente; tra i testimoni molti sono artigiani, dunque una categoria che sembra, quanto meno saper scrivere.
PERSONAGGI SULLA SCENA
Ma chi sono le personalità emergenti in questo quadro sociale?
Sicuramente i rappresentanti delle famiglie più in vista. Qui riporteremo chi svolge un ruolo nella collettività evidenziato più volte negli Atti suddetti; presenza che sicuramente sta a testimoniare l’importanza che gli viene attribuita.
La famiglia Genuini, con Genuino e Augusto, di condizione possidenti
Leopoldo Lanzi, farmacista
Luigi Simelli, notaio
Diamanti Raffaelle (in altri contesti Raffaele o Raffaello) concertista
Tobia Orsini, prof. sanitario, appartenente alla nobile famiglia degli Orsini;
Famiglia Malvetani nella figura di Giovanni, possidente
Famiglia Contessa, cui appartiene il Sindaco
Altre famiglie di Possidenti: Ferracci, Coletti, Vittori, Grimani, Spezzi…
Documenti conservati presso Archivio Storico del Comune di Stroncone











































