
Prefazione
Quello che più mi affascina, nello studio dei documenti che riguardano il mio paese, è il periodo storico che segue la Proclamazione dell’Unità d’Italia. Osservare attraverso di essi il movimento politico culturale che si andava espandendo per “costruire” l’Italia e gli italiani. Tutto ciò diventa estremamente interessante se si prende ad esempio un piccolo centro come Stroncone, dove il ceto sociale maggiormente rappresentato è composto da contadini e allevatori che si dividono tra campagna e montagna, secondo i cicli stagionali, e gli artigiani, prevalentemente, collocati all’interno del “castello”.
Tanto vicine, eppure così lontane
Pur essendo molto vicino a Terni, da essere, quasi, considerato la sua periferia, Stroncone, vive una realtà molto diversa. Chiuso tra le sue montagne, sembra non aver recepito i grandi cambiamenti di fine ‘800 che pervasero la città con la costruzione delle grandi fabbriche e tutto ciò che ne sarebbe derivato. Parliamo delle aspirazioni capitalistiche di grandi imprenditori che, videro in Terni, la città ideale per impiantare industrie, capaci di fornire materiali necessari alla costruzione di infrastrutture per la giovane nazione; di moderne filosofie legate alla condizione operaia, sia in fabbrica che in città; (la ricerca di un lavoro sicuro, infatti, portò a un sovraffollamento con conseguenti situazioni di criticità sia dal punto di vista abitativo che igienico-sanitario); una nuova cultura, attraverso la mescolanza di dialetti, usi, costumi e tradizioni…
Di tutto ciò a Stroncone arrivò ben poco ma, paradossalmente le “carte” comunali, di contro, ci mostrano un paese particolarmente attento e scrupoloso nell’applicazione di tutte quelle norme che arrivavano a pioggia sottoforma di Decreti Regi. Un vero e proprio Paese del Regno, con un’Amministrazione attenta ad ogni nuovo atto legislativo. Attiva e partecipe di Comitati, celebrazioni e di qualsiasi altra manifestazione venisse imposta o suggerita dall’alto. Certamente c’è da chiedersi quanto la popolazione capisse di tutto quello che stava avvenendo e possiamo solo immaginare in che modo le nuove normative andassero, talvolta, a cozzare contro comportamenti consuetudinari e consolidati, tanto da essere scambiati essi stessi per leggi vere e proprie.
Tuttavia la volontà e il rigore che venivano espressi ne fanno un paese che può essere preso ad emblema di quanto stava avvenendo politicamente, nell’organizzazione dell’amministrazione pubblica nel più ampio panorama nazionale.
La festa di consegna delle bandiere : 17 giugno 1923
Nel contesto, sopra esposto si colloca la Celebrazione di Consegna delle bandiere che avvenne in tutta Italia.
Una descrizione dettagliata di tale cerimonia, ad esempio, è possibile ritrovarla nel sito: “Il notiziario bobbiese” ( http://www.ilnotiziariobobbiese.net/wordpress/?p=383 ); per quanto riguarda Stroncone possiamo solo presupporre il fermento che animò il borgo nei giorni precedenti.
Chi, come me, ha abitato all’interno del paese, seppur in epoche più recenti, rispetto a quelle di cui discorriamo, non avrà difficoltà ad immaginare il vociare concitato, il via vai delle persone, il rumore degli strumenti di lavoro nelle botteghe, il passaparola e le chiacchiere di strada…per una cerimonia così importante non possono mancare le autorità ed ecco che gli inviti del sindaco Mauro Rosa si estendono a politici e prelati. Tuttavia Stroncone non è un nome di risonanza e così l’unica personalità rilevante sarà il Prefetto che, rimarrà piacevolmente soddisfatto dell’ospitalità e ringrazierà con un telegramma.

Gli altri, pur sentendosi coinvolti nella causa patriottica si scusano dell’assenza per impegni già presi.




Come risulta dal: “Verbale di liquidazione di spese impreviste” del mese di settembre 1923, del Consiglio comunale, un’intera comunità è alle prese con l’organizzazione.
Per la confezione delle Bandiere Suore Francescane: Confezione bandiere tricolori; Ferracci Pietro: spese diverse per confezione di bandiere tricolori in occasione della venuta del R. Prefetto; Danielli Odoardo: fornitura di stoffe per le bandiere; Pietro Martoni:fattura di n. 41 aste per bandiere; Danielli Giuseppe: Fattura di lance per bandiere; Castelli Luigi: imbottitura aste per bandiere. Per il ricevimento del Prefetto, così come si conviene: Salvati Adolfo: vitto somministrato agli “chauffeurs” e per il vino somministrato al Concerto; Leonardi Francesca: fornitura di liquori e paste; Danielli Cesarina: cottura polli per il banchetto; La musica non deve mancare e la Banda civica accompagna sempre le celebrazioni nazionali: Marino Giacomini:spese per il trasporto del palco per il concerto; Serangeli Salvatore: illuminazione al palco del concerto. Altre spese sono per migliorare l’aspetto del paese: Ditta Blasi: verniciatura dello stemma comunale; Gasbarri Generoso:9 giornate per pulizia straordinaria del paese; Giuseppina : pulizia straordinaria degli uffici comunali


Il tricolore nella Legge 31/01/1923
La consegna delle bandiere alle scuole, si inserisce nei provvedimenti legislativi presi dal Ministero della Pubblica Istruzione, nel 1923. Fu il sottosegretario Lupi che introdusse l’omaggio degli alunni al Tricolore. Il 31 gennaio 1923 venne decretato che “ogni sabato, alla fine delle lezioni, gli scolari debbono rendere omaggio al Tricolore con il saluto romano e cantando coralmente gli inni patriottici” (cit.Giorgio Vecchio). Quindi ogni scuola doveva possedere e custodire con cura una bandiera. Un nuovo decreto, a settembre, ne stabilì le dimensioni, “l’obbligatorietà e i modi della sua esposizione da parte degli uffici pubblici di province e comuni” ( cit. Giorgio Vecchio)
Bibliografia
Vecchio G., Il tricolore in Almanacco della Repubblica: storia d’Italia attraverso le tradizioni, le istituzioni e le simbologie repubblicane, a cura di M. Ridolfi, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2003
Documenti conservati presso l’archivio storico del Comune di Stroncone
Un pensiero riguardo “Il Patriottismo a Stroncone: 1923 la festa della consegna delle bandiere alle scuole”