
L’olivo è la pianta regina di questo territorio collinare. La sua coltivazione venne incoraggiata fin dal 1830, quando PIO VIII decise di incentivare in denaro la messa a dimora di nuove piante. Da allora il paesaggio cominciò ad assumere l’aspetto che possiamo ammirare ancora oggi: filari di ulivi che accompagnano i fianchi delle alture, innalzati e contenuti da muretti a secco e gradoni. Anche se il Pontefice non fece in tempo a verificare l’efficacia della sua iniziativa, si calcola che in un decennio in Umbria ne vennero piantumati 38 000. La formula usata, nel provvedimento era ” …ogni pianta messa a dimora e allevata secondo regola d’arte” rimase per molti anni successivi nei documenti catastali o nelle norme che regolavano i contratti fittavoli o di mezzadria.
L’olio ben presto divenne un bene molto ricercato nei mercati per i vari usi in cui veniva impiegato: dall’illuminazione di case e strade, ai lavori nella stalla o nei laboratori. La sua valenza era tale da muovere l’economia dell’intero borgo coinvolgendo più attori: dall’artigiano per la manutenzione e la costruzione di utensili e attrezzi vari, al bracciante; dal contadino specializzato nella cura delle piante e nella manutenzione del terreno, all’allevatore di animali da fatica e di greggi per la concimazione dei campi, come si può evincere dai Documenti dell’epoca.
Questi che seguono sono stralci di rendiconti annuali provenienti sia da Privati che dai bilanci del Comune. e risalgono ai primi anni del ‘900
Raccomandazioni per gli affittuari:
“le piante d’olivo devono essere letamate e concimate con concime pecorino, caprino o chimico di buona qualità. E’ proibita la semina del grano in tutti gli oliveti, si permette solo la semina delle fave e delle erbe da foraggio che permettono le arature primaverili e non oltre il mese di giugno”
Spese :
- a Vittori Vitaliano, per saldo lavori di meccanica eseguiti alla mola;
- a Serangeli, elettricista, per lavori alla mola; cuoio e pistone nuovi per una pressa alla mola e accomodatura di bascola £485;
- trasporto della sanza più volte a Terni, effettuato da Petrucci Erminio per 14 giornate di lavoro a £ 35 al giorno;
- opere a raccogliere le olive £ 2 giornaliere; opere per raccogliere il letame;
- trasporto del letame di montagna ai piantoni, col somaro;
- a Giubila Agostino potatura ai piantoni per 30 giorni a £ 4,50; a Ventura Costantino per opere di aratura e a Martoni Pietro per zappatura piantoni; a Grimani Martino per 2 opere con 2 buoi per arare i piantoni.
- Ad Alberto Armeni, per saldo energia elettrica fornita durante la stagione olearia, £ 300;
- assicurazione Sindacato Pugliese per gli operai della mola £ 18,04;
- alla Ditta Alterocca di Terni, bollettari e carta da lettere per la mola £ 38,00;
- pece greca per la macina dell’oliva; pagamento ai tagliatori di legna per la mola;
Ricavato:vendita di olio di 3 qualità, 8 litri per £ 24,00; vendita di olio di 1 qualità requisito dal Comune per £ 6000,00; incasso di £ 3244 dai vicendari, quale tassa macinatura oliva a £ 0,40 la molitura; ricavo dalla vendita della sanza 184 rubbie a £ 16,00; vendita olio di prima qualità: 10 quintali e 60 kg e mezzo a £ 450; seconda qualità: 2 quintali e 3 kg a £ 400; terza qualità, 3 quintali e 7 kg a £ 350; ricavato della vendita di olio da carrataccio.
LE MOLE
Stroncone capoluogo: via Oricello, di proprietà Giotto Contessa, mola da olio a elettricità;
voc. Marsciano:di Malvetani Francesco;
Cerreta: di Danielli Argeo, mola da olio a elettricità; Grimani Ada, mola da olio a 1 pila
Coppe: Serlorenzi Giuseppe, mola da olio a elettricità;
TERRENI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE O DELLA CHIESA
Le colline del circondario in vari documenti vengono definite ” fruttifere di olivi”. Erano terreni coltivati a oliveto: voc. S. Janni; Scentelle; Malvizza; Passaluto; Cerreta e Termini. Tutti di proprietà delle Confraternite. Il Comune possedeva i terreni di Madonna del Colle e del Curato.
Spese e ricavi:
le uscite in bilancio, nei registri della Tesoreria Comunale riguardano:
- ” a Giacomino Settimio per zappatura olivi Madonna del Colle”;
- la stima del frutto pendente ad opera di Contessa Goffredo;
- spesa per olivi da destinarsi nel terreno comunale.
- Nel 1880 Stefanini Emidio, offre £ 200 per la vendita dell’oliva al Colle della Madonna;
- nel 1896, il prodotto dell’oliva viene valutato £ 800; nel 1906, la Tesoreria denuncia un ricavato di £ 265,30;
- Nel 1910 Angeletti Giocondo, paga il prezzo dell’oliva, £ 752;
- il frutto pendente dell’oliva comunale, nel 1922, viene messo all’asta.
LA DIFESA DEI TERRENI
Le citazioni presso il Giudice Conciliatore sono sempre interessanti perché permettono di veder uno spaccato della società anche nei suoi aspetti della semplicità quotidiana comprendendo sia le persone più abbienti che quelle più umili. Le seguenti mostrano quanta importanza avessero gli uliveti e con quanta cura la gente del paese si prodigasse per conservarli.
Le brocche per olio, o, i vasi da olio, compaiono in ogni corredo o elenco di oggetti ereditati e acquistano un valore in denaro anche quando non sono in buono stato.
Gli animali domestici, anche quelli più innocui diventano nocivi quando recano danno probabilmente al frutto già caduto che deve essere raccolto.
1904:
- Carlo N., contro Antonio e sua moglie Altavilla, per avergli recato danno con galline, per £ 4 e con suini per £ 8, nei suoi terreni olivati a voc. Piantoncelli”;
- Ferdinando B. contro Benedetto N. danno arrecato con 5 maiali, nel terreno olivato a voc. Pisciarelli;
- Antonio B. contro Carlo N., perchè i suoi “2 somari hanno rosicato gli olivi nel suo terreno”;
- Francesco P. contro Valentino G., per £ 7 danno arrecato con galline, nel terreno olivato in via dell’Orno;
- Angelo L. contro Sebastiano per danno arrecato con 15 capre nel suo terreno voc. Caprafico, olivato.
- Terenzio M. contro Pietro G., per £ 20,00 per essere stato più volte a cacciare nel suo terreno di San Liberatore, tirando sugli ulivi col frutto pendente.
Altre citazioni, anni 1904-05, denunciano carenze nella coltivazione degli uliveti
- Sante L. contro Giuseppe A. per £ 70,00, rimborso di danni prodotti perché il citato trasportava del letame altrove mentre doveva servire per concimare i terreni ritenuti a colonia;
- Gavallotti Ida, vedova Rosa, contro Sebastiano C., £ 80,00, per non aver completamente letamato gli ulivi di Casabianca e Vici da lui tenuti a Colonia e per non aver letamato e completato la potatura degli ulivi a voc. San Lorenzo;
- Andrea C. contro Giovanni M. per lavori di stazzatura con pecore nell’oliveto; altri, danni arrecati all’oliveto transitando con la traia piena di grano nel terreno olivato nel tempo della “callafredda”.
DOCUMENTI CONSERVATI PRESSO ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI STRONCONE