TOPONOMASTICA: PIAZZA DELLA LIBERTA’

(Documentazione 1798 e 1947)

CARTOLINA

Il 15 marzo 1798 per ordine del Cantone di Narni si radunò il Conseglio (…) Fu risoluto in questo Conseglio innalzare in Stroncone l’Albero delle Libertà. Il giorno dunque 30 aprile 1798 intimarono tutta la popolazione, tanto uomini che donne, che il giorno appresso primo maggio s’alzava questo Grande Albero alle ore 20; che però tutti si trovassero presenti, sotto pena di scudi 50; e che la sera tutti illuminassero le loro fenestre. Portarono dunque per Albero un altissimo cipresso con tutte le foglie, tagliato nella macchia de’ Padri di S. Francesco. Fu questo piantato da piedi al vicolo del pubblico forno in mezzo alla piazzetta, incontro le fenestre della sagrestia di S. Nicolò (e Scarabottino ne fu l’architetto), con l’assistenza di tuti li municipalisti, a suon di trombe, violini ed altri istromenti; e posto in sicuro, li Municipalisti, incominciarono a ballarvi d’intorno e di tanto in tanto lo baciavano alla presenza di tutta la popolazione, gridando ad alta voce-Viva la Repubblica- Viva la Libetta’-. Dato sfogo a queste loro pazzie, uscì furibondo dal vicolo del pubblico forno il fanatico signor dottor Antonio Fioretti, allora medico condotto, e fece un discorso patriottico a favore della Repubblica e della Libertà. Io con alcuni altri preti, per non essere penati, eravamo testimoni di vista dalle fenestre della sagrestia di S.Nicolò- Terminata questa diabolica funzione andette tutto il popolo nella pubblica piazza dove era preparato per un gran festino, e qui ballarono li cittadini e cittadine piùpolite del paese, scordate affatto del Papa e della religione. La sera poi si vidde tutto il paese illuminato a giorno”.

L’episodio è riportato dall’Autobiografia del Can. Domenico Salvati, a cura del prof. Giuseppe Mazzatinti, nella Collana Archivio Storico del Risorgimento Umbro, edito nel 1905.

In epoca successiva, nel 1947, simile descrizione viene riportata dal numero unico STRONCONIUM LIBERUM… in occasione della Ritrovata Autonomia di Stroncone, dopo gli anni dell’accorpamento con Terni.

“Allargatasi al di qua delle Alpi la grande rivoluzione di Francia, i popoli avidi di nuova vita, ne festeggiarono ovunque l’avvento col più grande entusiasmo, e su tutte le piazze d’Italia si eressero i trofei chiamati Alberi della Libertà.

A Stroncone codesti festeggiamenti ebbero luogo il primo maggio del 1798 e da un testimonio oculare tragonsi le notizie seguenti:- Circa le ore 20 portarono per albero un altissimo cipresso con tutte le foglie, tagliato nella macchia de’ Padri di S. Francesco e fu piantato tra porta del paese e le pubbliche fonti, con l’assistenza di tutti li Municipalisti, a suon di trombe, violini ed altri strumenti: e posto al sicuro, li Municipalisti incominciarono a ballarvi d’intorno, e di tanto in tanto lo baciavano, alla presenza di tutta la popolazione gridando ad alta voce: – Viva la Repubblica! viva la Liberta’!-

Con le stesse acclamazioni, quali nel luogo medesimo, si eresse l’Albero nel 1848 e perché la ricordanza dei patriottici eventi non andasse perduta, piacque alla Giunta di fissarla nella denominazione dell’ameno piazzale che adorna l’ingresso del paese”.

BIBLIOGRAFIA

Prof. G. Mazzatinti e Dott. G. Degli Azzi Archivio storico del Risorgimento Umbro (1796-1870), Città di Castello Tipografia della casa Editrice S. Lapi, 1905

STRONCONIUM LIBERUM…, Numero unico pubblicato per il ritorno dell’Autonomia Comunale- XXVI-X-MCMXLVII, Stabilimento Alterocca -Terni

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