
Nel 1903, Febbi Isidoro con una grafia precisa, ordinata e quanto più rispondente alla lingua parlata, nelle tinte forti del dialetto e delle inesattezze grammaticali, elenca le opere svolte per Giuseppe Giusti , delle quali, debitamente, tiene il conto.
Conto Disitoro
una vettura di un somaro aStroncone apigliare lacarce
più atacato somaro con Settimio di Petronilla
più a portare astregne imenacci some tre da Peppe dEcidio con la traglia
più portata unasoma di uva daterni
… iquanto ai tre (…) isoadato apigliare labote da Giusti Chiara con li boi.
più uquintale di fiore daterni
uquitale di fiore da la strata romana
più dato isomaro per adare anarne per adare acavallo
più fiore uno quitale dala stradaromana
più unartra vettura a macinare il crano
più una mettitura dioliva a terni
più due balle di pasta dastroncone
più portato ubarile di vino alla Stazione di terni
più dato il somaro per acavallo acovigno
più a portare e valici alastazione di Stroncone
più due provenne di semola
più 3 viaggi di legna da Sajanni
La lista continua con voci che si ripetono per un totale di £ 32,65 e poi segue un conto vecchio dove si citano varie “vetture con il vino” in un periodo precedente.
Come si può notare tutte le attività ruotano intorno agli spostamenti di merci necessarie alla quotidianità del Giusti: vino, fiore per la semina, grano da macinare, calce; oggetti: botti, barili, balle, valigie…spostamenti che avvenivano per lo più con il somaro, la ” vettura di cui parla il Giusti. Somaro… così come viene indicato nel gergo popolare, invece che asino, munito di basto o legato a un carretto.
Un animale importante per l’economia delle famiglie: 1901- Marcucci Francesco, chiede aiuto alla Congregazione di Carità, “per questo rigido inverno”, in quanto deve accudire la moglie malata e versa in cattive condizioni economiche perché non può lavorare a causa del somaro, “vecchio e carico di malanni”.
Cavalcature, vetture, usate anche come sinonimi
Angelici Cesare di Coppe contro Rosa Paoloni per il pagamento di 20 £ per vettura o meglio per prestito di un somaro per andare a macinare da Malvetani.
La “vettura” poteva essere trainata anche con i buoi:
1906 De Santis Ilario chiede il pagamento a Caraciotti Lorenzo il pagamento di vetture fatte con i buoi per caricare il letame da santa Maria fino al terreno voc.Termine;
Leonardi Pietro contro Leonardi Francesca per £ 400: vettura con carro e buoi per trasportare uva a Terni, vettura con la soma per trasportare legna, uva al voc. Piciolo di Stroncone e oliva al molino Malvetani.
ASINI E MULI PROTAGONISTI NELL’ECONOMIA DEL PAESE
DAI VERBALI DELLE SENTENZE DEL GIUDICE CONCILIATORE
Il somaro protagonista nella controversia tra Giusti Giuseppe e Moriconi Gustavo. Il Giusti asserisce che l’animale sia di proprietà del Giusti e non della sua compagna Giovanna Angelici, pertanto è bene pignorabile nella causa che li vede avversi.
” A tutti è notorio che Angelici Giovanna è la donna che convive con Giuseppe Giusti quindi la apparenta a interessi comuni. Il somaro si è sempre trovato nella stalla del Giusti che lo nutre e lo utilizza per ogni necessità e sempre si è trovato nella stalla del Giusti quindi la Angelici dovrebbe comprovare la sua proprietà piena del somaro che a detta del Moriconi è impossibile perché il somaro è stato acquistato da colui col quale essa convive”.
CITAZIONI PER LA CONDUZIONE IN CAMPI PRIVATI E RELATIVI DANNI.
“Paluzzi Bartolomeo contro Mazzocchi Antonio per danno arrecato con una cavalla nel terreno a voc. Piano seminato di crocetta, nella notte tra il 20 e il 21 settembre 1901″;
Santori Giacomo contro Menicocci Antonio per danno arrecato col somaro in un terreno vitato e seminato di biada”;
“Paolucci Severino contro Mansueti Valentino per danno arrecato con 2 cavalle nel terreno voc. Pizzicone vitato e olivato”;
Bussetti Antonio contro Nevi Carlo per 10 lire, danno arrecato con 2 somari rosicando gli ulivi nel terreno voc. pratola o piantoncelli; a voc. Piantoncelli anche Contessa Rolando, cita Salvati Ferdinando perché passando continuamente con i muli attraverso l’uliveto, ha formato uno stradello e ha distrutto parte del muro di cinta;
Rossi Ettore, contro Leonardi Ponziano per danno arrecato con un somaro nel terreno voc. Casette vitato e olivato
Mansueti Giovanni contro Corpetti Ulisse e Leopardi Orvida per la copertura di un somaro per £ 30.
DAI VERBALI DI CONTRAVVENZIONE DELLE GUARDIE MUNICIPALI E GUARDABOSCHI
La SOMA diventa una unità di misura anche per quantificare i danni a piante giovani o protette.
Il pascolo abusivo o dannoso in zone non adibite, erano spesso motivi di contravvenzioni, non solo per greggi di capre o pecore ma, spesso, anche cavalli e somari: Montigrandi bosco ancora giovane; Cimitelle, Canepine, Fontazzano; Macchia Ialli bandita;
Macchialunga: una soma di legna verde, Voc. Forchetta una soma di frasche uso bestiame; soma di legno di cerro; voc. Penne soma di leccio e quercia verde ; Bosco di Monterotondo una soma di legna in frasca di Cerasamarina; Cesanto; Capoliana: una soma di leccio e quercia; Macchia Scapule soma di leccio; Cesarofolle.
Leonori Carlo contro Giusti David per il transito abusivo con un somaro nel terreno voc. Licce seminato di erba medica sulla quale la bestia pascolò.
Grimani Angelo contro Massoli Lorenzo a S. Eugenia per danni a un pagliaio di fieno con 2 somari.
Serlorenzi contro Cecchini Francesco per danni arrecati con il somaro al Torello SanteJanni olivato.
RITRATTO DI INIZIO ‘900
Nel processo di modernizzazione della penisola, all’indomani dell’Unità d’Italia, rientravano le opere di urbanizzazione e di ampliamento della rete stradale. In questo scenario, già dal 1885, venne ipotizzato un Progetto per una Tramvia economica a rete elettrica, che sembrò prendere corpo nel 1918.
“La tramvia allaccerebbe la Valle del Tevere con quella del Nera, partendo da Poggio Mirteto, per giungere a Terni, migliorando anche le comunicazioni con Roma e Rieti.
Esso prevedeva una variante per Stroncone. Il tutto venne illustrato in una relazione tecnica dall’ing. Vallini Enrico nel 1920. Il tracciato comprendeva: Stazione Poggio Mirteto-Roccantica-Cottanello-Stroncone-Terni.
La Relazione che accompagnò tale progetto, dipingeva molto chiaramente, l’economia di questo borgo rurale negli anni ’20. Un’economia basata essenzialmente sullo scambio di prodotti e materie prime, sia attraverso il mercato cittadino che la stazione ferroviaria. A ciò si andavano aggiungendo gli operai impiegati in quelle che erano le due fabbriche più importanti del centro Italia: la fabbrica d’armi e l’acciaieria. La necessità di collegamento, rivelava che, quelli usati, erano per lo più, mezzi di fortuna, spesso cavalcature, velocipedi o addirittura a piedi. Strade sconnesse ed eventi climatici stagionali, rendevano, ancor più, disagevoli gli spostamenti.
Ulteriore conferma dell’impraticabilità di alcune strade, soprattutto di quelle che collegavano le frazioni e le campagne, la si può trovare in un’altra Relazione, quella presentata al Ministero per ottenere l’Autonomia dopo l’accorpamento con Terni nel 1929. ” …le numerose case o raggruppamenti di case esistenti nella estesa campagna raggiungono distanze fino a 25 km con percorsi di natura mulattiera e nel periodo invernale impraticabili”. Con lo spostamento di uffici e attività, molti interessi si spostarono in città aumentando così la frequentazione di molti stronconesi.
UN TERRITORIO COMPLICATO DA GESTIRE
Il borgo di Stroncone è saldamente ancorato alla collina, ma il suo territorio è vasto e si estende alla valle e ai monti. Numerose sono le frazioni anche molto distanti sia dal capoluogo che tra di loro. Zone che, nel periodo storico preso in considerazione, necessariamente, dovevano “comunicare” con la stazione ferroviaria, la montagna dei Prati con i suoi boschi, i pascoli e le coltivazioni di grano. La vicina Terni era altra tappa non trascurabile, con il mercato cittadino, le grandi fabbriche e la stazione dove transitavano passeggeri e merci. Nella quotidianità, gli abitanti di Stroncone trovavano, nell’asino e nel mulo, due grandi compagni di fatica.
Sono animali da lavoro che hanno accompagnato la storia di molte vicende umane.
Furono asini e muli che permisero il taglio del legname, nei boschi, necessario alle costruzioni delle rotaie nello sviluppo della rete ferroviaria, dopo l’unificazione. Un obbligo cui Stroncone, non si sottrasse: nel 1907, alcune citazioni, presso il Giudice Conciliatore, trattavano di ” traverse provenienti da Rocca Carlea” che avrebbero dovuto essere portate alla strada comunale di Crocemicciola. Tra gli attori figuravano persone provenienti da Roma o non dimoranti a Stroncone.
Resistenti alla fatica, adatti a percorsi ripidi e accidentali sono stati protagonisti anche in attività non troppo onorabili, come la guerra. Ricordiamoli fondamentali nell’approvvigionamento di acqua, armi, munizioni e ogni altro genere di necessità per le truppe, nelle trincee alpine.
Hanno scarse esigenze alimentari per cui si accontentano anche di foraggi grossolani. Ben si adattavano, dunque sia alla conformazione del paesaggio che alle esigenze della popolazione di cui parliamo.
UN TERRITORIO RURALE
- LA RIPARAZIONE DELLE STRADE
Alcune strade erano vere mulattiere bisognose di una manutenzione continua, soprattutto, durante la stagione delle piogge che le rendevano impraticabili. Breccia, pietre e un lavoro ininterrotto di manovali con pale e picconi, per ripristinare una discreta viabilità impedendo, prima di tutto, l’isolamento delle frazioni. Altro quadrupede, spesso impegnato in questo duro lavoro, era il bue: Massoli Antonio viene pagato con 50,00£ per aver riparato la strada del Colle in due giornate di lavoro con buoi.
Nei verbali di Giunta del Consiglio Comunale, le voci di spesa, maggiormente ricorrenti, erano quelle per la riparazione delle strade e la cura delle fonti di acqua.
1897: In seguito a forti e continue piogge la strada vicinale di Cannucciano volgarmente detta Fiorina, portava in quella comunale che conduce a Terni, sassi ed acqua in grande quantità da impedire il libero passaggio dei veicoli e dei pedoni e la causa derivava dalla chiusura dello “sciacquale” nel terreno del sig. Rosa Salvatore. Il sindaco Malvetani impose di riaprire la bocchetta di scolo già esistita per far sopportare al Rosa, come sopportano gli altri frontisti di tale via un rigagnolo di acqua nel di lui fondo
1929: il torrente di Cisterna durante le piogge torrenziali di novembre ha completamente asportato la parte di strada che immette nel torrente stesso formando una ripa abbastanza alta e togliendo il passaggio alla popolazione di Molenano e Colorello. Occorre subito sistemare la strada e riattivare il passaggio dovendo quelle popolazioni agricole provvedere in gran parte alla semina.
1931: la popolazione di Vasciano reclama per la chiusura dello spaccio di privative in quanto detta frazione è lontana da altri centri abitati di 8 km e messa in comunicazione da strade impraticabili specie nella stagione invernale e la popolazione è di circa 350 abitanti.
Tobia Grimani, carrettiere, viene compensato con £105, per 6 giornate di lavoro con carro e cavallo per trasporto breccia, occorrente alla manutenzione della strada
Cecchini Egidio e altri, compenso per la riparazione strada del Colle…
e ancora:
Bassetti Edo viene pagato per la riparazione del bordo stradale.
Vittori Domenico chiede compenso per lavori stradali
Lavori strada di Finocchieto;
riparazione strada Buco del Grugnale
Sante Sopranzi ed altri, vengono pagati per opere diverse in servizio alla manutenzione della strada da Corvaiano ad Aguzzo
Imbrecciatura della strada dal Ponte di Lugnola a Fontanelle strada di Vasciano ; a Peruzzi Adamo viene dato compenso per opere occorse manutenzione strada Vasciano.
2. LA RIPARAZIONE DELLE FONTI D’ACQUA
Stroncone è un paese povero di acqua, così, anche la manutenzione delle fonti d’acqua, laghetti di abbeveraggio e fontane, prendeva una bella fetta di bilancio, soprattutto, nella prossimità dei mesi estivi quando l’abbeveraggio di bovini e ovini, tenuti al pascolo , rischiava di essere compromesso da una mancata e tempestiva pulizia.
La buona conservazione di tale risorsa idrica, non poteva prescindere dall’utilizzo di muli e asini indispensabili, per raggiungere i monti.
Serlorenzi Carmine, Rossi Felice e Arca Vitaliano ricevono 234 £ per la ripulitura dei laghi di montagna. ; Grimani Erminio riceve un compenso per la riparazione della fontana Schioppo morto ; pulitura annuale dell’acqua del fosso Fieiu; riparazione fontana Pozziche; pulitura lago di Ruschio; lago di valle Uo e lago dei Prati.
3.Risorse montane
I lavori boschivi richiedevano mulattieri, carrettieri, boscaioli e carbonai. Per il taglio dei boschi comunali, varie erano le attività che precedevano e seguivano l’operazione vera e propria: il sopralluogo, la marcatura e poi il trasporto di cose e persone fino al reperimento del legname.
1919 l’assessore Coletti riceve dal Comune £ 12,00 a compenso, tra le altre, della trasferta al bosco Montigrandi per verificare le contravvenzioni al capitolato nel taglio venduto;
a S. Spartaco, vengono pagate £ 20,00 per 10 notti di alloggio fornite al brigadiere forestale, venuto, col sottoispettore di Terni, a visitare i tagli dei boschi comunali;
a G. Generoso £ 18,20 per importo di vino consumato dagli operai che hanno assistito ai lavori di rilievo compiuti dall’Ispettore forestale nei tagliati boschi comunali.
1923 ad Edoardo, viene pagata la fornitura di vernice ed olio occorsi per la marcatura della Macchia Riservata;
a Generoso, £ 125 per vino occorso per la marcatura della Macchia riservata;
a Domenico £ 20,00 per tre giornate di lavoro;
La montagna, oltre a fornire legna, carbone e altri frutti stagionali del bosco, consentiva la raccolta del letame da pascolo così prezioso per la concimatura degli olivi e la paglia, necessaria ai cavalli.
Agosto 1919, gli eredi Contessa pagarono 10£ per ” il trasporto del letame di montagna ai piantoni col somaro; £50 per il carro che trasporta la paglia dalla montagna al piano”; £ 25 per 2 vetture per portare la paglia dalla montagna”
IL CAVALLO…VETTURA PER BENESTANTI
Il Censimento del 1908, rileva che a fronte di quasi 450 tra asini e muli, erano presenti soltanto 129 cavalli .
Il cavallo era utilizzato per lunghe percorrenze e anche per il tiro alle carrozze. Più usato dalle famiglie benestanti e per le cavalcature delle pratiche comunali, come ad esempio la posta.
Taide Malvetani raccontava nel suo diario dei ricordi: quando la nonna diceva vado a Terni, allora si andava ad avvisare il postino che lasciava sempre il posto migliore per Annetta”.
Nei registri di spesa della famiglia Contessa, possidenti del luogo, le spese di biada, paglia e fieno per i cavalli di loro proprietà, erano frequenti, quasi mensili. Nel 1918 tra i documenti venne registrato addirittura il pagamento di un’Assicurazione Cavallo-Carretto-Garzone per £ 94,77.
Taide Malvetani, giovane sposa, nel 1901, nel suo diario ricordava i “viaggi” a Terni con la carrozza guidata dal garzone o da suo padre Terenzio, che, bonariamente accompagnava moglie e figlie, per le spese che necessitavano alla famiglia. Quando il padre partiva o tornava con il carrettino, lei e sua sorella ” volavano” e staccavano, o attaccavano, il cavallo, se non era presente il garzone. E un pensiero lo riserva a Angelino, uno degli operai di casa Malvetani. ” Era zoppo. Aveva in bocca un dente solo, lungo un palmo, bisognava vederlo come maneggiava quei cavalli grossi e alti, con che facilità li strigliava, li custodiva, li cavalcava…”
LE STALLE ALL’INTERNO DEL PAESE
Muli e somari compagni dell’uomo vivevano accanto a lui e le stalle spesso erano contigue alle case.
DALLE CITAZIONI DEL GIUDICE CONCILIATORE E DAI VERBALI DI CONTRAVVENZIONE
1907 Gasbarri Salvatore contro Giammari Angelomaria per la consegna della chiave della porta della stalla da cui si entra in un’altra stalla da esso affittata all’istante, posta entro Stroncone in contrada reatina”.
La presenza di tali locali richiedeva frequentemente richiami anche da parte degli uffici sanitari, la pulizia e la disinfezione di strade e vicoli. Inoltre, tali animali percorrevano continuamente le vie del paese carichi di merci per le più svariate necessità.
1920: ” Non è mai abbastanza raccomandato, per ottenere una relativa nettezza, l’allontanamento degli animali immondi dai centri abitati e la rimozione del letame dalle stalle e dai vicoli dove maggiormente si raccoglie ammorbando l’aria che da tutti si respira”.
Sensi Antonio si abusa di tenere una gran quantità di letame nella stalla cagionando disturbo ai vicini; Nella borgata di Coppe per ordine dell’Ufficiale sanitario contro Angelici Cesare perché “nella stalla di sua proprietà si trova letame che fa danno alla salute dei suoi vicini”.
A Stroncone, Vittori Vitaliano tiene una quantità di letame nella stalla, così come Andrielli Edoardo, che viene multato per mucchi di letame nella stalla
Valenti Ubaldo si è abusato legare due somari nelle piante di Piazza della Libertà: 10 £;
Massoli Augusto ha legato un somaro in pubblica via.
I carri percorrevano le vie del paese e spesso causavano danni a muri e a “chiaviche”: “Martoni Concetto passando con un carretto carico di legna per la via di sotto ha rotto una chiavica, viene multato per 10 £;
Petracchini Arsenio si è abusato di entrare dentro il paese con 2 carri di di tavole di circa 20 quintali e messi in magazzino di via Vici.
Carri e bighe erano, anche, al centro di vicende pericolose come:
la cavalla abbandonata con la biga da Giorgi Antonio che si da alla fuga in pubblica passeggiata o Enio Angeletti che conduceva una cavalla attaccata a una cestina a corsa sfrenata nel tratto: Piazzale della Libertà- piazza San Giovanni e via Delfini con pericolo dell’incolumità pubblica; Castelli Terzo, ha abbandonato il suo mulo che ha attraversato di corsa la pubblica piazza in un giorno di festa.
LE CAVALCATURE A SPESE DEL COMUNE E LA TASSA BESTIAME
La tassa bestiame era uno tra i cespiti più importanti per la municipalità di Stroncone. Nel 1929, a causa della crisi economica, si rese necessario aumentarne gli utili per pareggiare il bilancio.
Da Prefettura dell’Umbria: La Giunta Provinciale Amministrativa, considerando che quasi tutti i comuni umbri hanno bisogno di un aumento di proventi per ottenere il pareggio dei propri bilanci, modifica la tassa sul bestiame in minimo e massimo. Dalle 3-5 £ del 1914 differenziati per bovini ed equini, così, si passò alle 8-10 £ del 1919, con l’eccezione degli asini che aumentarono di poco.
NEL 1921 venne anche aggiornata la TARIFFA PASCOLO: per i bovini furono stabilite da 3,50 a 7 lire a capo; per cavalli e muli da 6,80 a 10 lire a capo e per gli asini da 2 a 4 lire.
Da verbale del Consiglio Comunale: dal 1895 la farmacia è chiusa quindi il Comune che non è dotato di un armadio farmaceutico deve pagare un pedone che raggiunge Terni per approvvigionare la popolazione dei medicinali necessari.
Nel 1923, tra le voci di spesa del Comune ci sono le “cavalcature” per il veterinario e per le altre figure sanitarie le cui condotte sono diventate residenziali e quindi a carico del Comune stesso.
Contessa Ubaldo, viene risarcito per aver fornito due vetture al veterinario;
Castelli Pericle per il “trasporto di inchiostro alle scuole”
Muli ed asini si muovevano agilmente con some di legna e carbone, nei mesi invernali, tra le varie borgate e assolvevano la funzione di trasportare anche a mezzo di carretti il materiale necessario per il funzionamento di scuole ed uffici comunali.
Castelli Castello, carrettiere, riceve 10,00 £ per il trasporto di carbone per il riscaldamento negli uffici comunali;
Giubila Pietro riceve 2,50 £ per una soma di fascine per riscaldamento, consegnata alla scuola di Vasciano; la legna viene fornita anche alle scuole di Coppe e Vasciano
Il Concerto Civico, nell’adempimento dei servizi obbligati presso le frazioni, richiedeva ai festaroli di obbligarsi a fornire almeno 3 cavalcature per il trasporto.
DOCUMENTI CONSERVATI PRESSO ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI STRONCONE
FOTO ARCHIVIO DANIELLI RITO
Il Reggimento di Cavalleria Nizza (Terni) rimette avviso di vendita per cavalli da riforma