DUE LETTERE MOLTO DIVERSE NEI CONTENUTI:
LA PRIMA E’ UN CONFRONTO SU TEMI CULTURALI MA ANCHE POLITICI CON L’ACCENNO AD ESEMPIO A CECCO BEPPE, COME VENIVA IRONICAMENTE CHIAMATO, IN ITALIA L’IMPERATORE D’AUSTRIA;
LA SECONDA, DI LUISA CIAPPI E’ ESPRESSIONE DI QUELL’ENTUSIASMO PATRIOTTICO CHE HA ANIMATO MOLTI GIOVANI AL FRONTE. L’AUTRICE DELLA LETTERA SI TRAVESTI’ DA UOMO PER PROVARE AD ARRUOLARSI MA VENNE SCOPERTA E RIMANDATA A CASA.
IL PROF. GIACOMO GIACOMINI SCRIVE A TAIDE MALVETANI

3-10-1915
” Carissima Taide,
t’invio a mezzo della bustina acclusa due edelveiss raccolte sulle Alpi Dolomiti e precisamente sul monte…che non ti posso dire perché la censura non vuole e come vedi ci obbliga ad impostare le lettere aperte… Della pubblicazione della lettera n. 11 non voglio sentir nemmeno parlare, perché se togli la maledizione a Cecco Beppe, è tutta roba da carcere e non vorrei farmi lapidare. Mi meraviglia che mi abbia fatto una tale proposta tu che sai tutto il mio odio per gli scribacchini che imbrattano fascicoli di carta e affliggono il mondo con le loro corbellerie.(…)Ti prometto, tuttavia, che se riuscirò a finire un soggetto su Francesco Giuseppe ( ho fatto una sessantina di versi e ne dovrebbe contenere circa 500) quello lì lo faccio pubblicare e ti mando la rivista o il cofanetto che lo conterrà. Per ora leggi quello che ti accludo e che stralcio dal mio diario, a condizione s’intende che appena letti, li destini alla fine che meritano.
Te li trascrivo perché mi chiedi mie notizie, e credo che in quei versi vi siano tutte le impressioni e i sentimenti della mia vita di Ufficiale. Ciò che ho scritto è ciò che ho nell’anima: supplisca la sincerità alla deficienza della composizione:
Tramonto alpino
Freman gli abeti a l’aure de la sera
E mandano un lamento in mille accenti
Come di pianto e come di preghiera.
Tramonta il sole fra scintillamenti
Che sembran ghigni ed il cannone romba
Tagliando l’aure per dolci frementi.
Il pianto de le cose alto rimbomba
Ne l’alma apprezza e detta un mesto carme
L’ultimo carme…
…Ma…s’ode una tromba!
Avanti Italia è il suono de l’allarme!
LUNA E ANIMA
Sorge dietro il Civetta
La luna bianca, bianca;
Non ha splendori: è forse
Nauseata e stanca?
Va nel cielo silente
Con un palpito strano;
Sogna forse la pace
Del bel tempo lontano?
Si sospende sui monti
Come seguendo un sogno;
Di sorrisi e d’amore
Ha fors’ella bisogno?
Cosa cerca la pallida
Regina solitaria
Quali fantasmi insegue
Ne lo spazio, ne l’aria?
Non so forse non sa
Tal mistero ella stessa
Le speranze e i timori
O non sa o non confessa;
E triste va nel cielo,
Ne la tenebra bruna,
Come l’anima mia,
Ne la notte, la luna.
SOTTO IL CANNONE
Un colpo lontano lontano
Com’eco che muor ne la gola
Dun monte con cupo dolore.
Un fischio rabbioso e inumano
Che passa veloce. che vola
Straziando gli orecchi ed il core.
D’attesa un minuto angoscioso
Sognando le cose passate

MONCIONI 7/6/1915
LUISA ( LUIGIA) AL PROF. GIACOMINI DIVENUTO UFFICIALE
Gentilissimo
Sono orgogliosa che un mio collega, presto ufficiale, mi abbia scritto nobili parole come le sue.
Grazie!
Ma più che della sua ammirazione, grazie per la promessa di parlare di me, non come Luisa Ciappi ma come donna fra suoi suoi futuri soldati, lassù nei campi di battaglia.
Come deve esser bello scendere dalla cattedra e lasciar dietro di noi i ragazzi che sempre ci hanno sentiti entusiasti per la Patria per tradurre in atto i sentimenti e i desideri sentiti fortemente tra i banchi della scuola. Normale è avvolgere con l’esempio e con la parola che sa giungere al cuore uomini che devono sacrificare gli amori più forti della vita per l’altro immenso!
Invidio lei che può raggiungere quanto avevo desiderato ardentemente Parli di me sì, ma con parola semplice e mi ricordi come una collega e sorella italiana, che qui nella solitudine dolorosa di soggiorno campagnuolo ha saputo tanto ingagliardire i suoi sentimenti da compiere una cosa troppo ardita. Ardita sì ma sarei anche ora pronta a ricominciare da capo se solo non avessi il peso di un corpo femminile.
Le auguro sentitamente di combattere da eroe e di sventolare presto primo fra tutti il nostro tricolore su Trieste ansiosa.
In nome d’Italia, sua sorella Luisa Ciappi

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