E’ curioso, come sia il caso a determinare ciò che siamo oggi…
E’ un caso, ad esempio, che io sia stata presa dall’idea di trascorrere, afose mattinate estive, chiusa in uno scantinato del comune, chiamato “archivio”… che sempre per puro caso, mi venisse tra le mani un documento risalente al 1902 riguardante la mia famiglia…
Adele Forzanti, giovane vedova con tre figli, chissà per quale motivo,si trasferisce da Configni a Stroncone e chiede di essere inserita tra gli assistiti della locale Congregazione di Carità…
Fu ancora il caso che alla sua richiesta di elemosina, viene risposto che non riuscendo a sistemare i suoi figli, verrà annoverata nell’elenco dei poveri per 15£ mensili…
Chissà come sarebbe stata, ora, la mia vita, se le condizioni di vita di questa donna, non fossero state benevolmente accolte dalla comunità, se la sua misera famiglia fosse stata smembrata a causa dell’indigenza…
Così vado avanti, spulciando carte impolverate, scritte a mano su carta ingiallita dal tempo, dove l’inchiostro, elegantemente, verga parole, ormai obsolete, di cui si è perso anche il significato.
Carte dove la quotidianità si sposa con la fatica di sopravvivere, dove la solidarietà è forte , ma paradossalmente, si alterna a contrasti per il possesso di oggetti e immobili.
Carte che testimoniano la fatica di un Paese che si trova a far parte di un Progetto più ampio, elemento di una nuova Unità Nazionale, banco di prova di valori patriottici..Comunità di inizio ‘900 che ha l’esigenza di coniugare governo e nuove infrastrutture, nell’entusiasmo delle nuove tecnologie che la scienza sforna in continuazione per portare nuovi servizi ai cittadini. In una corsa verso la modernità che si scontra col debito pubblico che affligge ogni Comune italiano…
Dalla metà dell’800, sottratto alla tutela e al controllo del vescovado di Narni, svincolato dallo Stato Pontificio, anche Stroncone si trova catapultato nel nascente Regno d’Italia.
Ed è proprio da qui che avrà inizio questo affascinante viaggio nella memoria perduta, anzi…ritrovata.